L’ABITO CHE VORREI
Trame di sé e di tessuti per riconoscersi e realizzarlo

E’ un laboratorio psico sartoriale
dove psicologia e arte del cucito si intrecciano per poter conoscere, poter fare ed essere il proprio abito ideale. Un setting al femminile, creativo e facilitante, in cui sentirsi libere di ideare e agire movimenti, trasformazioni e cambiamenti simbolici, eppure tangibili sul piano dell’aspetto esteriore anche per un progressivo sviluppo personale.

E’ un percorso di ri-conoscimento e consapevolezza di sé

rivolto a tutte le donne magari in un momento di cambiamento – personale, lavorativo, relazionale – desiderose di raccontarsi, anche nel gruppo, attraverso gli abiti di ieri e di oggi, per dar voce al proprio abito desiderato.

E’ un’ esperienza di pratica creativa sartoriale

dove realizzare gli abiti che rappresentano il ‘come ero’ ,’come sono’ e ‘come vorrei essere’. I primi due sono tradotti creativamente in modelli in miniatura e/o preferendo accessori ritenuti significativi, potendo così esercitare via via le conoscenze e abilità propedeutiche a sostanziare la competenza sartoriale di base.

L’abito, ideato dal ‘come vorrei essere’ viene invece confezionato seguendo le misure reali della sua creatrice e indossatrice, in particolare nel workshop conclusivo.

Gli incontri per un totale di 5 e della durata di due ore ciascuno, si svolgono a cadenza settimanale. Concluderà il percorso un workshop della durata di 6 ore.

Tessuti ed accessori, preferendo materiali di recupero e ri utilizzo, vengono messi a disposizione al pari della strumentazione necessaria, inclusa la macchina da cucire. Ciascuna sarà comunque libera di assecondare, in modo autonomo, le proprie esigenze e preferenze particolari.

Costi e date saranno esposti durante la serata di presentazione gratuita il 24 settembre alle ore 19.00 presso lo studio Heima

Ideazione e conduzione del progetto laboratorio Dott.ssa Roberta Palleschi & Dott.ssa Nicole Lisi -psicologhe-psicoterapeute
Formazione e conduzione workshop sartoriale Cristina Pedrocco -sarta

“Il cambiamento d’abito aveva molto a che fare con tutto questo. Per quanto sembri una pura inezia, la funzione degli abiti non è solo quella di tenerci caldo. Cambiano la nostra visione del mondo e la visione che il mondo ha di noi. […] Così appare molto fondata la tesi che sono gli abiti a portare noi, e non noi a portare gli abiti; possiamo far sì che modellino bene un braccio, o il seno, ma essi ci modellano a piacer loro il cuore, il cervello, la lingua.”

Virginia Woolf tratto da “Orlando”